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La mobility come anima e motore della digitalizzazione…il futuro è “mobile by design”
09 maggio 2017
Il mobile non deve essere concepito come una semplice declinazione del digitale. L’approccio Mobile First, che nasce pensando alla fruizione dell’utente da smartphone, già oggi si rivela essere una fucina di sviluppo per nuovi modelli di business. Ma quali sono le leve chiave necessarie per il passaggio del mobile da una visione tattica a una strategica? E quali sono i grandi trend con i quali le aziende si devono misurare per definire la propria strategia mobile? Sono le domande alle quali cerca di dare una risposta l’articolo basato sull’analisi dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano.
Il business è ormai per definizione digitale e mobile. E’ impossibile parlare dei grandi trend dell’innovazione digitale della società, delle aziende e dei comportamenti delle persone senza considerare l’utilizzo di device e app in mobility. Anzi, possiamo dire che la mobility è l’anima stessa della digitalizzazione: senza la prima, la seconda non avrebbe modo di vivere ed evolvere. E i dati lo dimostrano: oltre 25 milioni gli italiani che mensilmente navigano online dai propri smartphone, pari a circa il 70% degli utenti Internet complessivi; più del 60% del tempo speso dai consumatori online proviene da smartphone; il 90% del tempo di navigazione complessivo degli smartphone viene speso utilizzando app; il 50% dei Mobile Surfer ha già sostituito completamente o sta gradualmente sostituendo il pc con uno smartphone (nel 38% dei casi viene utilizzato indistintamente l’uno o l’altro). Sono i dati dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy della School of Management del Politecnico di Milano. che, dopo avere identificato un modello di maturità delle aziende nell’adozione di una strategia mobile, ha definito un Mobile transformation journey identificando le leve chiave necessarie per il passaggio del mobile da una visione tattica a una strategica: 1. Vision del top management nei confronti del mobile, definizione e governance di una strategia sul mobile 2. Organizzazione e commitment del middle management 3. Sviluppo o adozione di competenze specifiche per gestire il mobile 4. Re-ingegnerizzazione dei processi di back-end a supporto di un paradigma di omnicanalità 5. Attuazione della strategia mobile in termini di progettualità legate ai diversi touch point 6. Utilizzo del mobile per la pianificazione Media (Mobile Advertising) L’analisi del comportamento delle aziende italiane sulla base delle 6 variabili identificate, ha quindi permesso all’Osservatorio di definire 5 differenti cluster di comportamento: Mobile First – Fortemente orientate al mobile, commitment del top management e investimenti in quest’area. Buon posizionamento rispetto alle variabili identificate. Work in progress – Commitment del top management e investimenti hanno un livello elevato, ma per quanto riguarda le diverse business unit si rilevano differenti livelli di maturità. Seppur con velocità diverse, tutte stanno adeguando i propri sistemi di backend con la strategia mobile; le competenze sono generalmente medio-alte. Digital driven – Commitment del top management molto limitato e non è stata definita una chiara strategia di trasformazione digitale; i progetti mobile sono definiti e gestiti quasi esclusivamente dalla business unit responsabile. Wannabe – Le aziende di quest’area dispongono di sistemi di backend non adeguati e questo rappresenta una grande limitazione all’evoluzione di una strategia mobile. Relativamente alle altre variabili è il cluster più disomogeneo. Nice to have – Commitment da parte del top management è limitato o nullo e spesso manca persino un disegno complessivo di digitalizzazione. Poco funzionali a una.mobile strategy i sistemi di backend, basse le competenze. I Nice to have hanno un punteggio basso in tutte le variabili considerate e… ancora molta, molta strada da compiere. Per leggere l’articolo completo pubblicato da ZeroUno vai al link La mobile strategy delle aziende italiane risponde alle esigenze di innovazione?