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La New Silk Road non si può realizzare senza una Digital Silk Road. Come prepararsi?
22 maggio 2017
Tema centrale dei recenti incontri del Presidente del Consiglio Gentiloni con il presidente cinese Xi Jinping, la Nuova Via della Seta è un progetto che coinvolge il 70% della popolazione mondiale distribuita su un’area che comprende il 75% delle riserve energetiche conosciute e rappresenta il 55% del Pil mondiale. One Belt, One Road (OBOR, questo il nome ufficiale del progetto) è un’infrastruttura fisica che, attraverso la realizzazione di imponenti infrastrutture terrestri e marittime, nel giro di 20 anni ridefinirà il mercato euro-afro-asiatico. Indispensabile l’affiancamento di una Digital Silk Road all’infrastruttura fisica: quali devono essere gli ambiti di focalizzazione?
Tema centrale dei recenti incontri del Presidente del Consiglio Gentiloni con il presidente cinese Xi Jinping, la Nuova Via della Seta è un progetto che coinvolge il 70% della popolazione mondiale distribuita su un’area che comprende il 75% delle riserve energetiche conosciute e rappresenta il 55% del Pil mondiale. One Belt, One Road (OBOR, questo il nome ufficiale del progetto) è un’infrastruttura fisica che, attraverso la realizzazione di imponenti infrastrutture terrestri e marittime, nel giro di 20 anni ridefinirà il mercato euro-afro-asiatico. Indispensabile l’affiancamento di una Digital Silk Road all’infrastruttura fisica: quali devono essere gli ambiti di focalizzazione? La One Belt One Road o, come ormai viene comunemente chiamato il progetto cinese, la Nuova Via della Seta è "una sfida per l'Europa" e avrà successo nella misura in cui "le economie dei Paesi diverranno più libere e diversificate, e le barriere commerciali ridotte". È quanto ha affermato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni intervenendo nelle scorse settimane al Forum in corso a Pechino. “È importante la sinergia fra i progetti asiatici e quelli europei”, ha aggiunto Gentiloni, ricordando poi la “posizione privilegiata dell’Italia, al centro del Mediterraneo e il grande potenziale italiano su porti e la logistica”. E ha poi dichiarato che la Nuova Via della Seta “è un disegno geopolitico di grande interesse” e se l’Europa “se ne tirasse fuori, sarebbe un grave errore”. Ma la Nuova Via della Seta non è “solo” infrastrutture fisiche, le tecnologie digitali rappresentano una delle “dorsali” di questo ambizioso progetto, il cui potenziale si esprimerà concretamente e completamente solo se la Nuova via della Seta diventerà l’equivalente di una tratta aerea, dove le spedizioni vengono controllate solo due volte (all’imbarco e all’arrivo), le merci potranno viaggiare rapidamente e il loro tragitto essere costantemente monitorato. Ciò è possibile solo se alla Via della Seta fisica verrà affiancata una Via della Seta Digitale. Trasformare l’Obor in un unico sistema doganale è possibile, se l’Apec (Asia-Pacific Economic Cooperation, organismo internazionale nato nel 1989 per favorire la cooperazione economica, il libero scambio e gli investimenti nell’area asiatico-pacifica) riuscirà, da un lato, a introdurre procedure doganali standard nei paesi coinvolti, ma dall’altro a sviluppare una piattaforma IT comune attraverso la quale trasferire digitalmente la documentazione di paese in paese.  Per i paesi coinvolti nell’Obor (a oggi sono 63) il percorso verso una Nuova Via della Seta realmente efficiente inizia focalizzandosi su quattro ambiti, che si rivolgono sia alle aziende sia ai sistemi paese:
  • velocità: le aziende devono dotarsi di sistemi di gestione dei magazzini e delle scorte allo stato dell’arte http://www.zerounoweb.it/approfondimenti/business-applications/logistica-ecco-le-8-tecnologie-abilitanti.html , con piattaforme di collaboration che coinvolgano tutti gli attori, pubblici e privati, della supply chain;
  • incoerenza (doganale): i Paesi devono superare le incoerenze doganali definendo sistemi standard di sdoganamento delle merci e implementando sistemi di intelligenza artificiale che vadano a rimpiazzare la decisione umana laddove questa è richiesta;
  • costi: l’utilizzo da parte delle aziende di sistemi di automazione per il carico e lo scarico delle merci consente di ridurre ulteriormente il costo del lavoro;
  • visibilità: le aziende devono dotarsi di sistemi di tracciamento in tempo reale grazie a tecnologie (DLT digital ledger technology) che consentano di pianificare per tempo le operazioni di carico-scarico delle merci e di monitorare i percorsi.
Occuparsi oggi dell’implementazione di queste soluzioni, a livello di paese e di singola azienda, significa poi poter disporre di una enorme mole di dati che, se correttamente gestita (e di nuovo l’IT entra in campo con la big data analysis http://www.zerounoweb.it/approfondimenti/big-data/big-data-analytics-come-fare-e-quali-le-competenze-necessarie.html ), consentirà di ottimizzare le operazioni logistiche. Per leggere l’articolo completo vai su ZeroUno al link La Nuova Via della Seta, tra infrastrutture fisiche e abilitatori digitali http://www.zerounoweb.it/osservatori/cio-it-transformation/la-nuova-via-della-seta-tra-infrastrutture-fisiche-e-abilitatori-digitali.html