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Quale futuro per le millennial digitali nel mondo del lavoro?
27 luglio 2017
Quali sono i soft skill ritenuti più importanti per le professioni del futuro e per l’innovazione? Per i responsabili HR, orientati a identificare i soft skill per i nuovi modelli lavorativi, e per i CIO, che hanno identificato quelli che abilitano processi innovativi, gli skill fondamentali sono 5: Apertura al cambiamento, Collaborazione e teamworking, Creatività, Capacità di problem solving e Orientamento al cliente. È quanto emerso dall’indagine Donne e digital transformation: binomio vincente, condotta NetConsulting Cube per conto di CA Technologies, basata su interviste a Responsabili delle Risorse Umane e Direttori dei Sistemi Informativi di 60 aziende italiane (complessivamente 120 tra HR manager e CIO) e 225 studenti di Licei e Istituti Professionali.
Quali sono i soft skill ritenuti più importanti per le professioni del futuro e per l’innovazione? Per i responsabili HR, orientati a identificare i soft skill per i nuovi modelli lavorativi, e per i CIO, che hanno identificato quelli che abilitano processi innovativi, gli skill fondamentali sono 5: Apertura al cambiamento, Collaborazione e teamworking, Creatività, Capacità di problem solving e Orientamento al cliente. È quanto emerso dall’indagine Donne e digital transformation: binomio vincente, condotta NetConsulting Cube per conto di CA Technologies, basata su interviste a Responsabili delle Risorse Umane e Direttori dei Sistemi Informativi di 60 aziende italiane (complessivamente 120 tra HR manager e CIO) e 225 studenti di Licei e Istituti Professionali. Ma la survey sottolinea anche che le donne non sono in pole position nel possesso di questi skill: solo il 23% le ritiene predisposte ai cambiamenti e solo il 26,3% riconosce loro una dose sufficiente di creatività; risultati al di sotto delle richieste anche in termini di attitudine alla collaborazione e al teamworking e orientamento al cliente. Le donne superano invece le aspettative sui fronti del problem solving, al quarto posto tra gli skill richiesti, e del multitasking, caratteristica che non viene però ritenuta particolarmente importante ai fini delle performance lavorative secondo il 40% del campione interpellato. E la survey rileva ancora un forte gap della presenza femminile nei ruoli tecnico - scientifici: solo nel 13% dei casi questi ruoli sono ricoperti da donne e ancora meno è la percentuale di donne (10%) che ricopre ruoli manageriali in questi ambiti. Anche se il gender gap si sta riducendo rispetto al passato, vediamo che la distanza da colmare è ancora molto ampia, considerato anche il fatto che nel 36% dei casi la retribuzione delle donne (a parità di ruolo) è inferiore a quella degli uomini. Se andiamo ad analizzare nello specifico le competenze più innovative troviamo che è donna tra il 15 e il 25% degli Esperti in IoT, Cybersecurity, Data Protection e Mobile Application, mentre nessuna donna compare tra i Data Scientist. È importante invece sottolineare che l’unico ruolo dove la presenza femminile raggiunge il 50% è quello dell’Esperto in metodologie Agile. Non si intravedono grandi cambiamenti nel medio termine perché, andando a intervistare gli studenti è emerso che in pochi hanno sentito parlare di queste professioni, soprattutto tra le ragazze: la più nota è quella dell’Esperto in Intelligenza Artificiale e Robotica, citato dal 86% degli studenti e dal 74% delle studentesse, seguita dall’Esperto in Cyber Security e dallo Sviluppatore di Mobile App; tutte le altre risultano sconosciute a oltre la metà dei ragazzi e a circa i due terzi delle ragazze. Per leggere quali sono i freni all’assunzione del personale femminile in questi ruoli e per capire come sostenere le giovani generazioni femminili negli studi tecnico scientifici, si può leggere l’articolo integrale Donne e tecnologia in Italia: quale futuro nel mondo del lavoro? sul sito ZeroUno http://www.zerounoweb.it/approfondimenti/risorse-umane/donne-e-tecnologia-in-italia-quale-futuro-nel-mondo-del-lavoro.html